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02/09/2026La stitichezza, o stipsi, è un disturbo intestinale molto comune che può interessare persone di qualsiasi età, dai giovani agli anziani. Si tratta di una condizione generalmente più frequente nel sesso femminile e può avere cause molto diverse tra loro: da abitudini alimentari e stili di vita poco corretti fino a problematiche intestinali, effetti collaterali di alcuni farmaci o disturbi del pavimento pelvico.
Comprendere l’origine della stitichezza è fondamentale per individuare il trattamento più adatto. In ambito di proctologia e chirurgia proctologica, infatti, una corretta diagnosi permette di distinguere le forme più comuni e funzionali da quelle che richiedono ulteriori accertamenti o un trattamento specialistico.
Che cos’è la stitichezza?
La stitichezza non consiste semplicemente nell’evacuare poco frequentemente. Il disturbo può manifestarsi anche attraverso una difficoltà nell’espulsione delle feci, la presenza di feci particolarmente dure, la necessità di esercitare uno sforzo durante la defecazione o la sensazione di non riuscire a svuotare completamente l’intestino.
La frequenza delle evacuazioni può variare da persona a persona; per questo motivo, nella valutazione della stipsi è importante considerare non soltanto quante volte si va in bagno, ma soprattutto come avviene l’evacuazione e quali sintomi la accompagnano.
Quali sono le cause della stitichezza?
Le cause della stipsi possono essere numerose. Tra le più comuni troviamo:
- alimentazione povera di fibre, con un consumo insufficiente di frutta, verdura, legumi e cereali integrali;
- scarsa idratazione, che può favorire la formazione di feci più dure;
- sedentarietà e scarsa attività fisica;
- assunzione di alcuni farmaci, tra cui alcuni antidepressivi e, soprattutto, gli oppioidi, che possono rallentare il transito intestinale;
- sindrome dell’intestino irritabile, che in alcune persone può manifestarsi prevalentemente con stitichezza;
- alterazioni della funzione del pavimento pelvico;
- problematiche del retto, come il prolasso rettale, che possono ostacolare la normale evacuazione.
In alcuni casi, inoltre, la stitichezza può essere associata alla presenza di una patologia organica che ostacola il normale transito intestinale. Tra queste rientrano anche le neoplasie del colon, che possono determinare un restringimento del lume intestinale e creare un ostacolo meccanico al passaggio delle feci.
Per questo motivo, soprattutto quando la stitichezza compare improvvisamente, persiste nel tempo o si associa ad altri sintomi, è importante non sottovalutarla e rivolgersi al proprio medico per una valutazione.
Stitichezza e problemi del pavimento pelvico
Una particolare forma di stipsi è quella legata a un problema di coordinazione o di struttura del pavimento pelvico.
Il pavimento pelvico svolge un ruolo importante durante la defecazione. Quando la sua funzione è alterata, il paziente può avere difficoltà a svuotare l’ampolla rettale, anche in presenza dello stimolo evacuativo.
Anche il prolasso del retto, più frequente nel sesso femminile, può creare un ostacolo alla corretta emissione delle feci. Il paziente può quindi riferire una sensazione di evacuazione incompleta, difficoltà a espellere le feci o la necessità di esercitare uno sforzo eccessivo durante la defecazione.
Questi disturbi rientrano tra le problematiche che possono essere valutate nell’ambito della proctologia.
Come si cura la stitichezza?
Il trattamento della stipsi dipende innanzitutto dalla sua causa.
Quando il problema è legato prevalentemente allo stile di vita, può essere utile intervenire sulle abitudini quotidiane attraverso:
- una maggiore assunzione di fibre;
- una corretta idratazione;
- un consumo adeguato di frutta, verdura e legumi;
- una regolare attività fisica;
- una corretta educazione alle abitudini evacuative.
Quando, invece, la stitichezza è legata all’assunzione di farmaci, alla sindrome dell’intestino irritabile o ad altre condizioni mediche, sarà necessario individuare la causa e impostare una terapia specifica.
Nel caso di una patologia organica, come una neoplasia del colon, il trattamento dovrà naturalmente essere rivolto alla malattia responsabile dell’ostruzione.
Quando è necessario rivolgersi al proctologo?
Non tutte le forme di stitichezza richiedono un intervento chirurgico. Tuttavia, quando la difficoltà evacuativa è persistente, incide significativamente sulla qualità della vita o è associata a una problematica del retto o del pavimento pelvico, può essere indicata una valutazione proctologica specialistica.
Nei casi di disturbi del pavimento pelvico di entità lieve può essere sufficiente un percorso di riabilitazione del pavimento pelvico.
Quando invece il problema è più importante e compromette significativamente la qualità della vita, può essere necessario valutare un trattamento chirurgico. A seconda della patologia e delle caratteristiche del paziente, gli interventi possono essere eseguiti per via transanale, attraverso l’ano, oppure mediante un approccio addominale mini-invasivo, con chirurgia laparoscopica o robotica.
La scelta della tecnica dipende sempre dalla diagnosi e deve essere effettuata dallo specialista dopo un’attenta valutazione clinica e diagnostica.
Stitichezza: perché non bisogna sottovalutarla
La stitichezza è un disturbo frequente e spesso può essere migliorata attraverso semplici modifiche dello stile di vita. Tuttavia, quando il problema è persistente, compare senza una causa evidente o si accompagna ad altri disturbi, è importante individuarne l’origine.
Una corretta valutazione proctologica consente di distinguere le forme funzionali dalle condizioni che richiedono ulteriori approfondimenti e, quando necessario, di individuare il trattamento più appropriato.
Per chi soffre di stipsi persistente o di difficoltà nell’evacuazione, rivolgersi a uno specialista in proctologia e chirurgia proctologica può rappresentare il primo passo per comprendere la causa del disturbo e individuare il percorso terapeutico più adeguato.



